Perché non posso essere felice

C’è questa cosa che mi scorre dentro e mi alza la mattina

ho il sangue marcio – non è il sangue – non è una cosa corporale

ho la forza stanca – non è forza – non è nemmeno spirituale

è più simile alla fame – si esaurisce quando mangio

come se tutto perdesse senso

nel momento in cui accade.

Come fate a non sentirlo?

Come potete esserne immuni?

La mia spinta e depressione

sono la stessa cosa

vista da due tempi opposti –

io vivo in mezzo

e vivo a stento.

Essere felice

Pampampapapam

Papapampampapapam!

Il discorso perfetto per ispirarti –

sono solo note.

Ma io sono una donna di molte parole

molte parole e pochi contenuti.

Posso fare di questo la mia leggerezza?

Ho un buco un buco un buco nel petto

aggancialo e portami in alto.

Ora che ci penso –

ho buchi dappertutto.

La spugna mi assomiglia

la groviera, il tavolo coi tarli, il formicaio,

sono la casa di bestie brulicanti

e bolle d’aria. Sono le ossa degli uccelli

la sostanza di ci sono fatte le cose volanti.

#chooseyourpeople

Le mie persone sono

gli adolescenti arrabbati, i bambini dispettosi, le persone appassionate, quelle giudicanti

che si pentono di giudicare, che ti vengono a cercare –

sono ispirata dalla gentilezza,

spinta dalla ricerca della giustizia,

spaventata dall’immobilità, diffido del rancore –

le mie persone non lasciano cose in sospeso, piuttosto

finiscono a tormentarsene. Le mie persone sono dei patchwork

come tutte le persone ma le mie un po’ di più.

Le mie persone a volte non sono belle da vedere

se non sai guardare sotto, dietro, nel nascosto.

La loro bellezza mette radici nel buio della terra.

Sono forti come montagne, che pare che reggano il cielo,

che sono nate da terremoti

ma si vestono di conchiglie

per fingere di essere mare – per tornare ad essere mare

ogni tanto. Le mie persone ogni tanto si perdono.

E io, più di ogni cosa al mondo,

vorrei essere qui per ritrovarle

solo guardandole dal basso –

solo mostrando loro il cielo immenso

che reggono.

Palinsesto diffidentista

Io vedo tutte le persone che amo

annegare nei proprio interni –

e posso sentirla arrivare

nel gusto ferroso della mia saliva

la mia parte sconosciuta

che mi decide e mi rivela.

Il paradosso ingiusto del dolore

è che senza non si vive.

Prego il tempio rinnegato

che è il mio corpo, che mi dia tempo

per ricapire tutto quanto. Ed amare sopra o sotto.

Arenati o annegati. Conosciuti o sconosciuti.

Ho spalancato la finestra stamattina

Prima cosa.

Ieri mi è mancata l’aria, la luce, l’acqua –

ieri ho sofferto come soffre una pianta.

Oggi, sono almeno animale.

E lascio il mio dolore grattare le pareti

ululare, correre, sapere coi sensi.

Lo lascio sentire.

La libertà – è tutto fuorché un traguardo:

è un impegno, è una strada, è uno strumento –

e questa è dichiaratamente, per farle onore,

una poesia politica.

Meriggiare pallido e assorto

una noia che mi par d’esser morto!

Ci son notti che non accadono mai

in primis quando i giorni durano assai –

Posso scrivere i versi più tristi stanotte

contemplare le versioni di me che son rotte

ed è da lì che entra la luce

di questo mio giorno di allegria atroce.

Ma – i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi

mi grattano il tempo come rintocchi

temo un uomo di poche parole

che prende da me la voce che vuole.

Abbassa il tuo sguardo, bella luna

non è ancora sera, non è ancora l’ora

i poeti lavorano di notte

muta, ruberò per te poesie a frotte.

Ho sceso, al mio posto sul tuo braccio,

almeno un milione di rime.

Apocalisse

Apocalypse, Saint-Emilion

Scagli di noi la prima pietra

chi non si sente sprecato per l’apocalisse –

chi non sentirebbe insulso morire

con tutte queste cose ancora da fare

tutto questo senso all’inutile da dare.

Ma se tutto il resto, anche, muore?

Questo è il segreto dell’Apocalisse

per questo, “Giudizio Universale”!

Come now David, where is everybody goin’?

I know now not even eternal glory – seems enough.

But you just gotta keep your shit together

consider you got it done, one thing or two

consider you’d got the love, the fight and the purpose

and there is nothing else to ask. I know now –

not even eternal glory seems enough.

Ponti fra persone

I ponti fra le persone sono i sorrisi

che cosa succede se non li possiamo vedere –

i ponti fra le persone sono le mani

che cosa succede se non ci possiamo toccare –

ci rimangono solo le parole

ma quelle sono pietre pericolose da usare.

Niente mi ha deluso mai

come questa mancata ricerca

degli altri, di me.

I ponti sono tutti stanchi

le maschere molto più semplici.

Il Flauto di Pan

Mi hanno detto

che l’ansia

è l’unica emozione sincera.

Che buffo: è l’unica

che non sento mai davvero.

Non ho paura di quello che arriva.

Sarà un’altra donna

con più giorni sulle spalle e più esperienza

più successi e fallimenti, più o meno speranza

ad affrontare il mio futuro. Non io.

Dissemino per lei, qui e altrove, messaggi –

solo io posso comunicare con lei

non il contrario. Quindi è un dovere!

E così si risolve tutto il mio debito

nei suoi confronti. L’ansia ha le sue risposte.

E non mi domanda niente.

La stanza è grande, per fortuna.

Ho tolto dalla traiettoria della finestra,

accalcato negli angoli adiacenti,

tutti i miei mostri. Che non li si veda.

L’unico svantaggio di questa tecnica infallibile

è che quando guardo fuori, quando guardo gli altri,

nel contorno dei miei occhi c’è una pila di disastri.

La stanza è grande, per fortuna.

Posso sempre girare le spalle a quella mia parete terribile.